I bisogni ed i beni atti alla loro soddisfazione
Le vicende quotidiane dimostrano, senza ombra di dubbio, che l'uomo è essere vivente anche perché avverte continuamente dei bisogni, tanto che l'obiettivo esclusivo del suo incessante operare è quello di creare le condizioni e di approntare i mezzi per tentare di soddisfarli nella misura più elevata possibili.
Si considerano bisogni tutte le manifestazione fisiche o psicologiche di uno stato di disagio, di sofferenza, di tristezza, di insoddisfazione; essi, per conseguenza, danno testimonianza, individuano e rilevano la mancanza di qualcosa ritenuto indispensabile od anche solo opportuno e di cui si sente il desiderio e si avverte l'esigenza: i bisogni, pertanto, si correlano, si riferiscono ed attengono ad oggetti o cose, materiali od immateriali.
È confermato dall'esperienza che in ciascuno di noi non solo esiste una varietà considerevole di bisogni e quindi di oggetti di desiderio, ma che è impossibile procurarseli simultaneamente in quantità tale da non desiderare di disporne di più, poiché non siamo in grado di possedere di tutte le cose fino al punto di provarne completa sazietà. Ne consegue che a livello della singola persona, ma il problema si pone anche per qualunque gruppo sociale, occorre effettuare delle scelte tra differenti combinazioni possibili di due o più oggetti che servono alla soddisfazione dei bisogni avvertiti.
Le cose e gli oggetti che servono e sono atti ad esaudire le nostre esigenze, cioè a soddisfare i desideri ed a calmare i bisogni, sono definiti bene; esso non è, necessariamente, un oggetto materiale, ma per soddisfare molti dei bisogni avvertiti, soprattutto quelli che attengono all'animo umano, occorre la disponibilità di beni immateriali, occorre cioè godere di servizi.
D'altra parte, constatiamo facilmente che la molteplicità dei bisogni avvertiti non si pone all'attenzione delle persone con la stessa virulenza ed intensità, tanto da collocarli tutti sul medesimo piano; in realtà, alcuni di essi risultano più forti e pressanti di altri ed è per questo che è opportuno scrivere di "scala dei bisogni" tratteggiata e composta dal singolo individuo o dalla comunità di persone. Non intendiamo soffermarci sui criteri che possono essere seguiti nel disegnare una simile "scala", basta rammentare che essa dipende dal momento in cui si individua e dall'area territoriale in cui vivono le persone oggetto di indagine; quella scala, in definitiva, si struttura variamente in relazione al tempo ed allo spazio di manifestazione. Ci sembra importante segnalare che la rivoluzione socio - economica che stiamo vivendo conduce alla predisposizione di una scala che vede ai primi posti bisogni per la soddisfazione dei quali necessita la predisposizione e la disponibilità di servizi piuttosto che di beni materiali: ci siamo oramai decisamente inoltrati nella cosiddetta "società dei servizi".
Ma come avviene il soddisfacimento delle esigenze, come si appagano i bisogni, come si calmano i desideri? In verità, occorre non solo "disporre" dei beni, materiali od immateriali, ma goderne, "rivestirsene", appropriarsi della loro essenza, cioè del loro "valore"; quest'ultimo, infatti, è il "contenuto" del bene ed è quanto serve per soddisfare i bisogni: in definitiva, ogni bene è uno "scrigno", un "portatore" di valore, mediante il quale si trasferisce nel tempo e nello spazio il valore che ha in sé e che gli uomini ricercano per calmare i propri desideri.
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