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Le aziende come "luoghi" di creazione del valore

Abbiamo già rilevato che l'uomo, di fronte all'urgente e continua necessità di "creare valore", sintetizzandolo in beni e servizi, ha pensato, individuato e realizzato a tal fine "luoghi" privilegiati, denominandoli aziende; in esse, pertanto, si organizzano processi di lavorazione, combinando in un tutto unitario capacità umane e attitudini strumentali.
Così, quando discorriamo di azienda pensiamo immediatamente ad un "luogo" fisico dove si realizzano processi di produzione di beni o di servizi, ma subito dopo si percepisce e si conviene nel considerare che in quel luogo vi opera un "gruppo", più o meno numeroso, di persone, le quali, in modo continuativo e coordinato, in virtù di un qualche modello organizzativo preordinato ed adottato, sviluppano conoscenze, impiegano capacità, manifestano abilità, svolgendo determinate attività lavorative ed utilizzando particolari strumenti, al fine appunto di fabbricare beni od apprestare servizi.
Per meglio articolare e variare la conversazione, invece di usare costantemente il termine azienda per indicare l'oggetto del discorso, si ricorre a delle similitudini e perfino a delle metafore, ognuna delle quali intende puntualizzare un particolare aspetto del modo di essere e del divenire dell'azienda medesima. Si parla e si scrive, allora, tanto per ricordare alcune eventualità terminologiche, di "unità", di "attore", di "soggetto", di "agente", di "individuo", di "entità", di "cellula", tutte parole che richiamano ed evocano differenti sensazioni ed inducono a variegate riflessioni. A quei termini, tuttavia, occorre accompagnare sempre la qualifica di "economico", per rendere evidente che l'attività aziendale prevede l'impiego di risorse scarse e, pertanto, disponibili in quantità limitata.