Le più importanti teorie aziendali
Ed è proprio seguendo quel modo di pensare che ci sembra si pongano in concreto, più o meno implicitamente, tre direttrici di ricerca, ognuna delle quali genera una diversa interpretazione teoriche dell'azienda, conosciuta, di volta in volta, con la denominazione di teoria
contrattualistica,
sistemica ed
organicistica
Dobbiamo convenire che, qualunque fatto interaziendale deve essere instaurato e modellato seguendo opportune regole e conformandosi alla tipologia espressamente prevista dall'ordinamento giuridico vigente nell'area territoriale in cui essi si manifestano; solo così quegli atti possono produrre gli effetti giuridici attesi. È in relazione a quanto appena rilevato che l'azienda è indubbiamente un "insieme coordinato di contratti (rapporti giuridici)" messi in essere per realizzare una determinata attività economica e raggiungere il fine prefissato.
Una simile posizione esalta la dimensione giuridica dell'azienda, tanto da diventare un vero e proprio istituto da regolamentare nella sua struttura e nei suoi comportamenti. Un tale concetto, quotidianamente sperimentabile, ci appare, tuttavia, "freddo", lontano dal continuo divenire della storia umana e, tutto sommato, difficilmente modificabile: la personalità degli individui viene annullata, le diversità soppresse, la fantasia sconosciuta od incanalata in schemi prefissati.
Mentre la teoria contrattualistica affievolisce la sua importanza nelle dottrine economico - aziendali e la sua influenza operativa, a metà del secolo XX° si afferma negli studi aziendali una diversa posizione concettuale che vede l'azienda come "sistema", cioè come "insieme coordinato di risorse umane e materiali". La diffusione e l'affermazione dell'ottica sistemica nello studio dell'azienda ha veramente entusiasmato i cultori di quel fenomeno, poiché essa consente di esprimere in sintesi concetti variegati, interpretazioni molteplici di grandezze e soprattutto correlazioni e legami fra grandezze quantitative e monetarie.
Così, una simile visione ha contribuito largamente all'implementazione di alcune aree di studio prima appena avvertite; ci riferiamo agli studi di tipo organizzativo, finanziario o a tutti quegli strumenti decisionali che rientrano nella cosiddetta "ricerca operativa" e perfino all'area denominata dei "modelli dinamici".
Il limite di una tale concezione dell'azienda, tuttavia, è rappresentato dal fatto che i sistemi predisposti e studiati hanno la caratteristica di essere sistemi "chiusi", cioè definiti e stabili in determinate circostanze di tempo e di luogo; l'azienda, invece, è inserita ed opera in un ambiente continuamente mutevole, dal quale riceve ripetutamente stimoli al cambiamento che recepisce adattandosi alle nuove configurazioni di contesto. Una simile ed ovvia constatazione ha portato a proporre l'azienda come un sistema "aperto", capace cioè di ricevere stimoli ambientali e ad essi rispondere più o meno efficacemente con cambiamenti strutturali ed operativi. E' questo, tuttavia, un concetto di azienda che enfatizza una visione meccanicistica della combinazione delle risorse disponibili, la cui massimizzazione dei livelli di efficienza e di efficacia nel loro uso è resa possibile utilizzando appieno le potenzialità dello strumento matematico - statistico, consentendo esso di risolvere qualunque problema di massimizzazione. Dunque l'azienda, per coloro che condividono la teoria sistemica, può essere ricondotta ad un modello matematico, le cui grandezze in gioco possono essere opportunamente dimensionate in modo da raggiungere il risultato atteso nella misura più elevata possibile.
Se non che, l'efficace definizione di un qualunque modello matematico richiede che le singole grandezze in gioco e, quindi, le singole parti del sistema, siano chiaramente e stabilmente dimensionate; così, in campo aziendale, il sistema delle risorse che la costituiscono non possono essere troppo mutevoli, altrimenti non è possibile individuare, con accettabile precisione, il risultato atteso. In questa prospettiva l'uomo, con le sue speranze ed con i suoi valori, costituisce una variabile difficilmente dominabile che rende imprecisa qualunque definizione del sistema azienda e degli obiettivi perseguibili. Le conseguenze di una simile constatazione appaiono in tutta la loro gravità, con riflessi immediati sulle ricerche tendenti ad effettuare manipolazioni genetiche sempre possibili, ma da aborrire senza riserve, non potendole condividere. Ne consegue che tanto l'orientamento giuridico, della teoria contrattualistica, che quello matematico - statistico, della teoria sistematica, concepiscono l'uomo funzionale all'orientamento medesimo e non viceversa: l'uomo, insomma, soggiace alla legge, giuridica o matematica, e qualunque suo comportamento viene catalogato come illegale o antifunzionale, e pertanto, da condannare, escludere o modificare se non risponde a quanto la legge espressamente richiede.
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