Gattinelli

BREVE LETTERA DI UN VECCHIO SCOLARO AL SUO PROFESSORE

Caro Professor Gattinelli,

una giornata all'ITI "Leonardo da Vinci" in Suo ricordo per il 10 maggio p.v... sono stato informato dell'iniziativa della Associazione Ex Studenti ITI-IPIA "I ragazzi della Leonardo" solo oggi, 5 maggio 2003... avrei voluto più tempo per dare un contributo, di interesse generale... dire ai giovani Studenti di oggi la "fortuna" e il perché di aver avuto un insegnante come Lei.
Ho interrotto, subito, tutti i miei impegni. Avvisati dell'incontro di sabato 10 maggio i Compagni di classe più vicini e mai perduti. Devo comunque fare qualcosa per sabato... mi sono detto.
Ritrovo subito il Poster relativo alla Mostra "Giovanni Michelucci Fotografo", organizzata dalla Fondazione Michelucci nel maggio 2001 a Fiesole... con la Sua foto, attestante i rapporti di amicizia con l'Architetto Giovanni Michelucci.
Riprendo la Sua "Lettera di un Professore ai suoi scolari" pubblicata il 1 marzo 1963 e forse scritta proprio in quell'anno scolastico 1960/61 nel quale sono stato Suo scolaro (3a sezione E). Rileggo la Sua lettera e sottolineo quanto Lei scriveva a pag.9 in merito a chi si occupa della Scuola:
"Perciò, se molti, in tutti i tempi, si lagnano della Scuola, la responsabilità maggiore va, a mio parere, a quella infinita schiera di persone che si sente estranea alla Scuola e ai suoi problemi".
Secondo me, invece, questi sono indispensabili per fare la Scuola di domani perché rappresentano, oltre l'interesse liberato da ogni preoccupazione contingente, personale ed egoistica che possano avere professori e genitori, la spinta necessaria a porre il problema nei suoi giusti termini sociali e a non ridurlo al limiti di un irresolubile problema tecnico; sono quelli che più degli altri possono arrivare a volere una Scuola che domani sia sempre migliore d'oggi e dalla quale escano impiegati, tecnici, professionisti, cittadini, prossimo, insomma, migliori di quel si giudicano essere oggi.
Avrei potuto, perciò, rivolgermi agli estranei d'oggi. Preferisco farlo a quelli di domani perché quelli d'oggi in tanti anni non hanno fatto niente...
Per questo mi rivolgo agli estranei di domani, cioè agli scolari d'oggi: perché sono gli unici che potranno riformare, o meglio, rinnovare la Scuola.
Perdoni, mio caro Professore, questo vecchio Suo scolaro vicino ai sessant'anni, che da estraneo non ha risposto al suo messaggio,... alla Sua richiesta agli uomini di domani fatta, oltre 40 anni or sono negli anni '60, quando loro erano ragazzi! Ho tradito la Sua aspettativa...
Agli Scolari di oggi, posso però raccontare il Suo insegnamento ed invitarli, quali estranei di domani, a restare vicini alla Scuola, alla Sua Scuola... la "Leonardo da Vinci".
Posso raccontare emozioni, riconoscenza ad un Professore di italiano, avuto per un solo anno scolastico... alla età di 17 anni... ma così importante nella propria formazione.
Un Professore, bravo, inconsueto nei comportamenti per i tempi, amato da molti Suoi scolari... anticonformista ed anticipatore di una Scuola più libera e diversa.
Ricordo, mio Professore, che avrei voluto scegliere la Sezione Meccanica per poter continuare ad essere con Lei anche il quarto e quinto anno.. poi scelsi la Sezione Elettrotecnica. Ho tradito Lei una seconda volta.. anche se, negli anni successivi frequentando l'Università, qualche volta sono stato nella Sua abitazione vicino a Porta Romana per incontrarla e rinnovarLe la mia stima e gratitudine.
Nello scrivere cerco nella memoria fatti troppo lontani. Spero di ritrovare qualcosa che mi giustifichi il perché Lei sia stato così importante nella mia formazione. Così è stato. Punto e basta.
Cerco documenti del passato.. ritrovo una piccola Agenda tascabile dell'anno 1961 quando era mio Professore di Lettere (a 17 anni... anche la mia generazione scriveva qualche pensiero quotidiano) e trovo queste annotazioni:

24 Aprile 1961
Questa estate ho il vivo desiderio di ripassare attentamente la Letteratura italiana. Oggi mi è veramente piaciuto studiare... un desiderio di miglioramento c'è in me.

4 Maggio 1961
Il Professor Gattinelli mi vuole a Meccanica per il prossimo anno. Mi accorgo che la Meccanica mi attira più dell'Elettrotecnica.

6 Maggio 1961
Mi accorgo che sono migliorato e che sono più portato a ragionare: merito del Professor Gattinelli.

14 Maggio 1961
Ho saputo mettere in pratica un insegnamento del Professor Gattinelli : quando si compie una azione bisogna sempre pensare alle conseguenze.

Grazie Professore per aver fornito, ad un 17 enne degli anni '60, l'interesse per la Letteratura, la consapevolezza di essere migliorato, maturato e la messa in pratica degli insegnamenti ricevuti durante le sue lezioni.
Se poi ho continuato gli studi sino ad essere ingegnere... parte del merito Le spetta.
Debbo, senza dubbio, al Suo insegnamento, alle Sue idee non conformiste per quei tempi, la mia maturazione, l'apertura agli altri, ai problemi sociali... a nuovi interessi.
Per me e per molti Compagni di Classe, Lei è stato un punto di riferimento e di apertura a nuovi modi di pensare e riflettere.
Non mi viene altro da aggiungere, l'emozione dei ricordi mi assale... Ho voluto brevemente rispondere a distanza di oltre 40 anni alla Sua lettera, alla lettera di un carissimo "professore improvvisato" ai Suoi scolari, agli "estranei di domani".

Grazie di tutto Professore

Rinaldo Banchi