RICORDI E RIFLESSIONI SU GIOVANNI GATTINELLI
Durante la vita scolastica quasi tutti gli studenti hanno trovato un insegnante che avrebbero ricordato tutta la vita: il Gattinelli era uno di questi insegnanti.
Quando il Prof. Giovanni Gattinelli faceva lezione aveva la rara capacità di coinvolgere l'allievo ed il coinvolgimento aumentava man mano che gli argomenti si sviluppavano e prendevano sempre piu corpo, stimolando con interrogativi e ponendo domande in modo che gli allievi arrivassero a collocare l'argomento nel giusto contesto storico o artistico che fosse.
Nel confronto allievo-insegnante mai traspariva il suo pensiero, sia in merito ai vari argomenti trattati che quando veniva commentato.
Benché avesse l'affetto di alcuni suoi allievi, l'uomo Gattinelli era piuttosto solo e schivo.
Benché avesse dei problemi familiari molto gravi, questi mai venivano travasati all'interno dell'aula scolastica.
Nel rileggere la sua "Lettera di un professore ai suoi scolari" viene da chiederci quanto di quello scritto sia ancora valido in un mondo dove la globalizzazione anche culturale tende a svilire l'aspetto umano per rivolgersi sempre
più ad un materialismo-consumistico.
Sperava nei giovani che detentori della verginità intellettuale potevano rinnovare perennemente il presente per creare un futuro ove i giusti prendessero il sopravvento sui profittatori.
Egli, come scrive nella sua lettera, aveva insegnato solo negli istituti tecnici, in quegli istituti che dopo la seconda guerra mondiale, erano, nella maggior parte dei casi, l'approdo dei figli di operai, ove i padri vedevano in quel pezzo
di carta che era il diploma il loro riscatto nella società attraverso i figli.
Egli era consapevole di questo, e dietro quel pezzo di carta voleva però degli uomini che si rivolgessero alla vita con spirito critico e il più possibile autonomo dai condizionamenti che il mondo del lavoro necessariamente imponeva.
Aveva un grande rispetto per il lavoro e per i lavoratori ,diceva sempre che il lavoro era la cosa più importante e per questo doveva essere affrontato con serietà, cioè non considerarlo solo una fonte di reddito ma anche evoluzione dell'uomo.
Aveva un profondo rispetto per il popolo ebraico e per come all'epoca, stava organizzando in modo democratico il nuovo paese, parte di ciò che possedeva lo donò ad una casa di riposo ebraica.
Era e un profondo conoscitore del mondo del teatro ed una sua biblioteca in proposito la donò, in nome della sua cara moglie, al Comune di Reggio Emilia.
Questo è un profilo molto sintetico di Giovanni Gattinelli, chi vuole saperne di più legga la sua lettera e vi scoprirà valori che possono essere utopia ma comunque occasione di riflessione per l'onestà non solo intellettuale che trasmettono.
Piero Giachi
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